LE RUNE

In origine la parola runa significava semplicemente “cosa segreta” e  per secoli ha definito il contenuto di canti e carmi magici per la cultura nord europea. Runa è infatti il “mistero sussurrato all’orecchio” di madre in figlia, il “segreto mormorato piano”di maestro in discepolo nelle comunicazioni orali delle tradizioni sciamaniche, comunicate confidenzialmente, segretamente bisbigliate in sacri riti di iniziazione.
Runa è qualcosa di sacro che non rappresenta se stessa, ma qualcos’altro. Non a caso anche il mistero eucaristico nel passato è stato talvolta tradotto come “runa”, una verità rappresentata da un’ostia, ma solo come rappresentazione di un evento sacro, divino. Un divino da evocare, da invocare. Quindi per quanto la cultura nord europea abbia denominato le diverse serie di Rune con questo nome, va ricordato che la Runa è solo  l’espressione simbolica di un contenuto più o meno sacro, rappresentato da un segno grafico. Come tutti i simboli, acquista potere nel tempo, nella misura in cui può essere evocato –dal pensiero e dalle intenzioni delle persone- e solo in ragione delle intenzioni umane può essere sintonizzato con eventi, persone, luoghi, oggetti. Tutte le funzioni di potenziamento, protezione, guarigione o accompagnamento, sono intenzioni umane, che muovono i simboli come gli oggetti. A noi umani la buona o la cattiva fede. A noi umani la libertà di scelta.